----------------------------------------- Gli anni 80 visti da qui ---------------------------------------
Per i nostalgici uno sguardo agli anni '80
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Post tutto dedicato alla magnifica Anna Longhi. Classe '34, trasteverina di nascita, ha segnato gli '80 con un paio di filmozzi coi cosìddetti, accanto all'Albertone nazionale ( non devo specificare giusto? ), del quale fu ottima amica. Ho beccato l'ormai nonnina settantaquattrenne l'altro giorno in " La vita in diretta " o " Festa Italiana " ( stavo facendo zapping eh...), intervistata, ovviamente mentre cucinava due spaghetti alle vongole, da una di quelle " giornaliste " pomeridiane accuratamente selezionate da mamma RAI, che la legge Basaglia ha purtroppo riconsegnato alla vita pubblica. Scontato il remake live della magnata di spaghetti che l'ha resa celebre, nonostante le pressioni della zelante inviata che pretendeva un pò più di attenzione alimentare per l'Annina. " Dove vai in vacanza? " del '78 è forse il filmetto con la Longhi maggiormente meritevole, ma un occhiata è da gettare a tutta la sua filmografia anniottantesca ( e sordiana ). Mitica
Foto di gruppo che farà scendere qualche lacrimuccia

Da sinistra: Marco Bellavia, Carlotta Brambilla, Ambrogio, Carlo Sacchetti, Debora Magnaghi, Alessandro Gobbi ( mitico...ai tempi c'era il gioco delle Fruit Joy e di Spago Spaghetti ), Uan, Roberto Ceriotti e la splendida Manuelina Blanchard.
Cartoni ti aspetta in edicola
Ponyo: il nuovo lungometraggio del maestro dell'animazione giapponese Miyazaki, appena premiato al Festival di Venezia, racconta la tenera storia di una pesciolina molto speciale...
Star Wars - The Clone Wars: la Forza è ancora con noi: il fortunato franchise creato dalla geniale mente di George Lucas si arricchisce di un nuovo capitolo, uno spettacolare lungometraggio in 3D!
Naruto: ormai ci siamo quasi: anche se bisognerà aspettare ancora un po' prima di vedere su Italia 1 gli attesissimi nuovi episodi di Naruto, iniziamo a scoprire tutto sui nuovi nemici che aspettano il ninja più simpatico della tv...
South Park: tremate tremate: i ragazzini terribili son tornati! La dodicesima stagione di South Park, approdata su Comedy Central quasi in contemporanea con gli States, si annuncia più sboccata che mai!
Anteprime: le novità più interessanti, direttamente da Giappone e America, ci sono tutte! Qualche esempio? Iron Man, Igor, Claymore, The Sky Crawlers e Gegege no Kitaro, ma spicca anche una produzione italo/francese: la nuova stagione animata di Martin Mystere!
Recensioni: tanti i titoli visionati e giudicati per voi: a questo giro tocca a American Dad, I Cavalieri dello Zodiaco serie Hades, Death Note, Wall-E, Evangelion: You are (not) alone, Pokemon: l'ascesa di Darkrai, Transformers Animated, Pucca, Idaten Jump...
Comic-Con: direttamente da San Diego, una vera e propria immersione nel mondo animato. Tante le novità allettanti e tanti gli ospiti d'onore, da Matt Groening a Seth MacFarlane...
Miyazaki: una carriera straordinaria, che va da Totoro al nuovissimo Ponyo passando per Il castello errante di Howl e La città incantata, fa di Hayao Miyazaki il più visionario regista nipponico. Lo abbiamo incontrato in esclusiva per voi al Festival del Cinema di Venezia...
Living in Tokyo: la capitale nipponica può a pieno titolo considerarsi il regno incontrastato della fantasia, dove realtà e finzione si fondono per le vie della città: ce lo racconta questo ricco reportage che contiene una chicca d'eccezione... Una giornata nella fabbrica dei sogni: la Toei Animation!
Raggi Fotonici: gli artefici di tante simpatiche sigle tv, da L'Invincibile Dendoh a Super Gals, nonché autori del progetto Gente di Cartoonia, si confessano a Cartoni!
Cosplay: seconda ed ultima parte del nostro viaggio nel variopinto e folle mondo del Cosplay. Quando travestirsi diventa una forma d'arte...
Continua poi la nostra iniziativa di pubblicare le più belle strisce disegnate dai nostri lettori.
Inviate le vostre creazioni via e-mail all'indirizzo che trovate su www.solocartoni.it
Cartoni ti aspetta in edicola!

Ok, il blog sembra ormai essere diventato una paginella dei necrologi, ma che ce voi fà...stan morendo tutti, pian piano si sta sgretolando la mia ( nostra ) infanzia anniottantesca. Il 21 di Luglio ci ha lasciati soli soletti Guido Angeli, uno dei volti televisivi anniottanteschi più...più e basta! Per i teledipendenti non era un uomo, non un essere umano, ma una specie di feticcio, un pupazzetto col parrucchino...secondo me qualcuno lo muoveva da sotto come una marionetta. " Provare per credere ": una ravanatina con le mani e poi l'ok col pollice su...grandioso. La televendita " Aiazzone " su ReteA ( anche cinquestelle ) meritava solo per quello...se volete su ebay vi beccate Cd e filmaccio ( con la Prati ) griffati Angeli. Adieu capo...e ora...sia accettano scommesse sul prossimo vegliardo anniottantesco che ci lascerà in questa torrida estate senza Festivalbar...

Johnny Whitaker
Il moccioso faccia da schiaffi di " Tre nipoti e un maggiordomo "..." Family Affair ", serial andato in onda tra i '60 e i '70 negli U.S.A e negli '80 qui da noi
Ieri e Oggi
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Qualche giorno fa è un pò crepacchiato Gianfranco Funari. L'estate porta il mare, la tintarella, l'ecstasy a Rimini e Riccione, l'afa, e in genere cominciano a lasciarci le penne i vegliardi di mezza Italia. Funari non è certo crepacchiato per il caldo: si reggeva in piedi non so come con quel suo barbone bianco neve, bastone da passeggio e cappello simil-panama in testa, lontano anni luce dal porcaro casinista che tutti noi abbiam conosciuto nei cari vecchi '80 ( e primi '90 và...). Da " Torti in faccia " a " Aboccaaperta ", fino a " Mezzogiorno italiano ", il buon Funari, con quel suo savoir fair ed i modi pacati che tanto facevano invidia ai pescivendoli di via Quirra, allietava le giornate di grandi e piccini, fino al suo, (in)spiegabile allontanamento. Tra una Manzotin ed un pò di sana attività politica ( ma bah ), cabrio e donnacce, un fottio di bypass, Gianfranco è arrivato al 12 luglio corrente mese. Tralascio le ultime esperienze catodiche e scripte ( dalla metà '90 in poi poca roba ) e concludo, potendomi vantare di essere stato forse l'unico in Italia ad aver scritto un requiem per il buon vecchio Funari senza citare Corrado Guzzanti...azz ce sò cascato pur io...Zummolo, braccalo...eh eh...Adieu
Fatevi scendere qualche lacrimuccia va...
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Mai fidarsi del cubetto di Rubik da un euro acquistato nel markettino cinese più vicino a casa tua...tempo due giorni o un centinaio di rotazioni furiose...e finisce così...certo che l'alternativa da 14 eurozzi di mamma Auchan ti fa passare qualsiasi fantasia cubica...

E' un periodaccio: esami, corsi, internet fuori uso...così è spiegata la solerzia nei post. Ne approfitto per dare un consiglio ai cinefili e non ( agli amanti degli '80 e non, a chi adorava la cara vecchia Irlanda delle patate pre-boom economico ), un filmetto del '91tratto da un libro di Roddy Doyle, e girato da Alan Parker ( quello di " Mississipi Burning " e " Pink Floyd, The Wall ", per intenderci ): The Commitments. Ascesa e caduta di una band blues di bianchi ( ma: " gli Irlandesi sono i più negri d'Europa, i Dublinesi sono i più negri d'Irlanda e noi di periferia siamo i più negri di Dublino "...è questa la filosofia di Jimmy Rabbite, protagonista del filmetto in questione ), nella Dublino grigia e fumosa degli '80. L'ho visto per la prima volta in inglese, sottotitolato in inglese ( i protagonisti usano uno slang de paura che impedisce qualsiasi autovalutazione delle proprie conoscenze anglolinguistiche ), e c' ho capito pochino...ho poi rimediato presto con la versione italica. Da vedere...

Dopo il ritorno dei " Chipmunks ", dei " Transformers ", altri venti capitoli di " Star Wars ", " Rocky " e " un nuovo " Rambo ", sarà il caso di martoriarsi ( molto probabilmente ) i maroni con un nuovo " Indiana Jones ", molto probabilmente deludentissimo? Sono ancora orgogliosamente immune dalla febbre del remake anniottantesco ( ho intravisto soltanto un pò del nuovo " Rocky " con l'ormai plastificato stallone italiano...bleah ), ma probabilmente stavolta cederò al richiamo dell'archeologo...incrocio le dita.
Intanto, mentre sputo veleno sulla pellicola, giustamente senza averla vista manco di striscio, " Indiana Jones e il regno del teschio di Cristallo ", sta avviandosi a stracciare i record di incasso...

Assenza dall'internetto pienamente giustificata da stage della durata di 3 settimane nel profondo nord ( per la cronaca, albergo fighissimo, connessione internet da ladrocinio, 35 cent al minuto, due passi da via Anelli e dal mitico muro antispaccio euganeo )...qualche post cercherò di buttarlo giù nei prossimi giorni. Intanto mi chiedo perchè mai non abbia speso due paroline per gli svedesi Roxette. Per Gessle e Marie Fredriksson formano i Roxette nell'85, attivi con con svariati momenti di pausa fino ad oggi, hanno enduto una settantina di milioni di dischi in tutto il mondo, onquistando per la prima volta il mercato statunitense con il loro secondo album: Look Sharp! ( un paio di singoli azzeccatissimi, " The look ", " It must have been love " e nel complesso caruccio ). L'ultimo singolo citato è certo fra i più famosi dei Roxette ( " Wish i could fly " e " Sleeping in my car ", completano il trittico d'oro del duo svedese ), scelto e riarrangiato per il film " Pretty Woman ". I '90 vedono l'eclissi e la nuova lenta ascesa dei Roxette ( " Have a nice day " e " Room Service ", quest'ultimo del 2001, sono le ultime fatiche in studio della Fredriksson e di Gessle, per quanto mi riguarda, pienamente cestinabili ).

Per soddisfare la vostra sete di ricordi ed emozioni è in uscito in questi giorni il nuovo numero di Retro che torna a distanza di anni ad occuparsi nientepopodimeno che dei Visitors! Esatto i terribili lucertoloni sono tornati, questa volta in versione DVD e promettono di non andarsene più... Siete pronti a fronteggiare nuovamente la loro viscida e terribile invasione?
Ma non di solo Visitors vive il numero di maggio e giugno ed infatti nelle restanti 100 pagine troveremo Kiss Me Licia: quella tra Licia e Mirko è stata la storia d'amore per antonomasia degli anni '80 e noi torniamo ad occuparcene accendendo i riflettori su un cartone animato altrettanto mitico. Chi può dire di non aver mai visto Kiss Me Licia? Bee Hive: dal cartone al telefilm al gruppo... Il passo non è breve ma i Bee Hive ce l'hanno fatta e tornano con un nuovo singolo (e una nuova tournée) a far parlare di sé. Ne abbiamo parlato con Manuel De Peppe, Matt di Love Me Licia. Indiana Jones: il conto alla rovescia è quasi terminato e tra non più di qualche settimane rivedremo il mitico Indy sul grande schermo con Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo: c'è ancora spazio per il grande avventuriero nel XXI secolo? Battlestar: erano i tempi eroici di Star Wars, quando faceva capolino in tv il primo mitico Battlestar. A trent'anni dall'esordio ne abbiamo discusso con uno dei protagonista d'allora Richard Hatch, il coraggioso Capitano Apollo. Love is on air: è scoppiata la primavera e con essa una grande voglia d'amore ma come si raccontava l'amore in tv negli anni '80 e '90? Erano gli anni de Il Gioco delle Coppie, Tra Moglie e Marito, C'eravamo tanto amati e Stranamore... Gli anni di Predolin, Marco Columbro, Ramona Dell'Abate.... Un bel tuffo negli show televisivi più “dolci” al termine del quale abbiamo intervistato anche Corrado Tedeschi. Super Mario: il mondo dei videogiochi (e non solo) non sarebbe lo stesso senza di lui. Stiamo parlando di Super Mario che proprio quest'anno compie i suoi primi 25 anni. Potevamo non festeggiarlo? Mullet: vi ricordate quel taglio corto davanti e lungo dietro che andava così di moda negli anni '80? Ecco si chiamava, e si chiama, Mullet. Fenomenologia di un taglio che, a suo modo, ha fatto storia... E poi ancora tantissime news, curiosità, articoli per chi c'era e per chi non c'era....

E' morto il 16 corrente mese. Aveva 86 anni e fu senza dubbio una delle grandi icone nella storia della pubblicità. Dal '67 alla fine degli '80, John Hewer fu Capitan Findus, il vecchio barbuto più amato dai piccini di mezzo mondo dopo il grande Babbo rosso. Fu strenuo sostenitore dell'ipercolesterolemia giovanile derivante da pesce di scarsa qualità doppiamente impanato e fritto, amico dei merluzzi e dei piccoli obesi che manco han voglia di spinare un oratina fresca fresca di via Quirra, preferendogli monoporzioni rettangolari di pesce azzurro del nord, da scongelare cinque minuti in lavandino e cuocere in abbondante olio di semi. Fu ignobilmente sostituito nei '90 da un manzo di cento chili di muscoli guizzanti, fresco fresco di copertina di " Men's Health ": da quel momento, noi ex-mocciosi anniottanteschi, mai più lo vedemmo e cominciammo a rimpiangere quelle sue sagge parole, da vecchio lupo di mare: " Buon pesce, tanto gusto, tutta forza ". Adieu.

Remake di un vecchio post che ho deciso di cancellare...Romanaccio, nato nel maggio del '68 ( ah, quante parole inutili si stanno spendendo ora che son trascorsi quarant'anni da quei 365 giorni ), Fabrizio Provitali fu un mio idolo anniottantesco. Quel faccione nell'album Panini. Ah, che ricordi. 59 presenze e 17 goal ( dall'88 al '91 ) nel Cagliari, l'epoca di Paolino, Festa, Cappioli, Firicano, Cornacchia...caz...Ielpo, lo sponsor Fos ( Formaggi Ovini Sardi ). Una carriera in giro per l'Italia, da Roma a Perugia, e poi Cagliari, Vicenza, Avellino, Modena, Rieti, Spezia, e le ultime stagioni in fior fior di squadre come l'Albalonga e il Valle d'Aosta ( dove credo abbia concluso la carriera...nel 2003 ). Che fine avrà fatto?

Sconfino, seppur lecitamente, nei '70 ( il cartone animato in questione è stato infatti realizzato dalla Tokio Tv Doga e mandato in onda in Giappone per la prima volta nell'Aprile del '70 ), perchè la serie, ribatezzata nel belpaese " Arrivano i Superboys ", cominciò ad essere trasmessa qui da noi solo a partire dall'82 ( Italia1 ). " Akakichi no eleven " non è soltanto una delle tante serie animate made in Japan legate al mondo del calcio: è madre e padre di Holly e Tom, di Rudy col suo pallone al centro, di Nick Godai e quei fighetti di " Forza Campioni ", di Toshi e Kenji ( come non ricordare quel cartonaccio brutto brutto, " Aoki Densetsu shot ", ribatezzato orribilmente in Italia " Alè, alè, alè, o, o "...ma si può? ). Insomma, Shingo Tamai, liceale diciassettenne con poca voglia di studiare, è l'eroe dei Superboys: è un bellimbusto abile col pallone fra i piedi ma assai propenso alle cassanate, orfano di entrambi i genitori, massiccio e violento quanto basta, infaticabile e disponibile ai consueti allenamenti tormentati tanto amati nel sol levante ( bufere, fango, neve, caviglie spezzate...e chi lo ferma? ). Ha ovviamente un allenatore tosto e mascellone ( non brasileiro, ma giapponese Doc ), dei genitori adottivi, e un insostituibile e tenera groupie, di cui proprio non gliene pò fregà de meno. L'elenco dei compagni ed avversari prevede: portiere formidabile che si allena bendato per sentire il pallone ( Kamioka, che ovviamente, prima gli è nemico, poi diventa compagno di una vita ), un paio di carioca fortissimi e marcissimi ( Santos e Berè ), l'alter ego stile Landers ( Misugi ), più tutta una serie di altre bestioline collaterali davvero interessanti. La serie è immancabilmente condita da fenomeni fisici pallonari che di reale hanno ben poco: rasoiate clamorose, salti e balzi che manco Howe dopato...insomma, tutte quelle chicche che abbiamo imparato ad aspettarci dai cartoonist dell'altra parte del globo. In conclusione...da guardare...

Bhe, mi sono accorto di aver soltanto scritto qualche post qua e là dedicato a " Bim Bum Bam " ed ai suoi protagonisti ( Carlo Sacchetti, la Blanchard, Uan, Bonolis, Roberto, Bellavia, Licia Colò...e chi più ne ha più ne metta ), ma di non aver mai svolto l'argomento a mò di temino, tanto per esser chiari, magari per far capire ai mocciosetti odierni che, in un epoca precedente al pupo rossastro di " Boing " e al tipo idiota di Italia uno ( mi sfugge pure il nome...ah, digitando " omino idiota Italia uno " su un qualsiasi motore di ricerca - non facciamo pubblicità - ho scoperto che si chiama " Mr.Lui ", ed è, ovviamente, odiato dalla stragrande maggioranza degli italiani ), gli autori televisivi sapevano pure poggiare il loro bel culo sulla sedia per legittimare i loro floridi stipendi. Ovviamente, essendo la mia voglia di scandagliare accuratamente il passato della gloriosa trasmissione, allo scopo di produrre un post degno di questo nome, pari a zero, mi ( e vi ) affido ad un bel sitarello: http://bimbumbam.altervista.org/ . La foticchia qui proposta ha lo scopo di far riemergere dalle nebbie mnemoniche dei vecchi anniottanteschi, quel bel faccione di Vitamina, il papero blu conduttore del programma " Caffellatte " ( sempre Mediaset ), altro contenitore cult di cartoni animati del decennio.

" Riusciranno le due auto ad evitarsi, o si scontreranno proprio all'incrocio? La pista Turbotrax permette corse piene di imprevisti, davvero emozionanti. E con i pezzi componibili, circuiti sempre nuovi. Turbotrax fa di te un vero pilota. A te, diventare un campione ". E' lo slogan pubblicitario della pista Turbotrax, prodotta e commercializzata dalla " Hot Wheels ", una delle tante che nei cari vecchi '80 prometteva disastri e sfaceli. Diciamoci la verità, qualunque bambino anniottantesco con una macchinina in mano, ambiva eslusivamente a trasformarla in un ammasso di lamiere contorte, scaraventandola contro il battiscopa, o, decisamente meglio, facendola impattare a 80 orari contro la macchinina dell'amico del cuore, che la faceva viaggiare alla stessa velocità, ma in senso contrario ( in genere, complice una ancora non perfetta cordinazione psico-motoria e l'ansia pre-evento, ci volevano dieci-dodici tentativi prima di giungere al tanto agognato tamponamento, anche se si stava a due metri di distanza ). In tempi " politically correct " come quelli che stiamo vivendo, non credo accetterebbero ancora pubblicità come queste, ma tant'è...
Ho beccato per caso sull'internetto un giudizio spassionato sugli anniottanta della Rosi Bindy: inutile dirlo, al termine della lettura sono partiti fischi e ostili cori da stadio contro la sciura. Lo riporto paro paro...
" Non mi piacciono gli anni Ottanta. Non mi sono mai piaciuti. E il fatto che Enrico Letta prenda energia e visione da quel decennio che considera “straordinario” mi ha molto colpito. Approfitto allora di questa pausa di Ferragosto (che per me dura poco) per proporvi qualche breve riflessione su quel periodo e chiedere la vostra opinione. Ognuno ha la propria età dell’oro, che in genere coincide con i vent’anni, e Letta non fa eccezione alla regola, ma la nostalgia della giovinezza non dovrebbe mai far da schermo alla realtà. Non dico niente di nuovo se ricordo che quello degli Ottanta fu il decennio del disimpegno sociale, della politica dal respiro corto, dell’arrivismo sfrenato. Un marcia indietro su tutti i fronti che già allora fu chiamata “riflusso”. Forse ci si arrivò per la disillusione che seguì allo slancio collettivo degli anni Settanta e per la ferita inferta dal terrorismo, ma ciò non toglie che, in Italia, gli Ottanta furono anni di individualismo chiuso e difensivo o, come li ha definiti con una bella immagine Giuseppe De Rita, “anni di soggettività senza interiorità”. Del resto che cosa ci si poteva aspettare dal periodo che si era aperto con la strage alla stazione di Bologna che annichilì il Paese, e con la marcia dei quarantamila quadri Fiat a Torino che pose fine alla grande stagione delle lotte sindacali? Era il 1980 e tutto il decennio si sarebbe snodato tra nuovi martiri del terrorismo e della mafia come Vittorio Bachelet e Pio La Torre, nuove trame come la P2, nuovi misteri irrisolti come quello del Banco Ambrosiano, nuovi blocchi sociali e nuove forme di corruzione. Intanto la politica registrava la fine del progetto moroteo, bloccato dalla follia omicida del terrorismo, e si ritrovava ad autoalimentarsi attraverso quella che Martinazzoli chiamò “la condanna a governare”. Archiviata la possibilità dell’alternanza, si inventarono formule degne dei tempi, come quella della “staffetta”. Un decennio grigio che si illuminò soltanto delle luci notturne della “Milano da bere” e che vanta l’esordio nella vita pubblica dell’edonismo inteso come valore. Il personaggio dominante fu Bettino Craxi, lo statista che definiva il Parlamento un “parco buoi” e alimentava intorno a sé una politica del disinteresse pubblico e degli affari privati. Non ne fu il solo responsabile, ma certo il campione indiscusso di protervia. A quegli anni dobbiamo anche l’irresistibile ascesa di Silvio Berlusconi che, da imprenditore dell’edilizia iniziò – con la connivenza della politica - a metter piede nella vita pubblica con le sue tv commerciali, facendone specchio e moltiplicatore del costume nazionale. Così se oggi stiamo ancora pagando un debito pubblico che nel 1988 aveva raggiunto la cifra di un milione di miliardi di vecchie lire, se continuiamo a subire una cultura televisiva stupida e volgare che ha straripato nel Paese e nella politica, sappiamo a quali anni lo dobbiamo. Poi, come dicono gli ex ventenni di allora, forse c’è stata della buona musica pop, la nazionale azzurra ha vinto la coppa del mondo (ma è accaduto di nuovo l’anno scorso) e la moda italiana ha cominciato a conquistare i mercati. Ma è un po’ poco per farci apprezzare gli anni degli Yuppies e della celebrazione del denaro non importa come accumulato, gli anni in cui un buon 740 vale più di una fedina penale pulita, gli anni in cui sfumano i mestieri definiti e molta gente comincia a fare i soldi per mezzo dei soldi. "


Purtroppo il fato ha voluto che ci sorbissimo ( sorbiamo/sorbiremo ) la " Premiata Ditta " per vent'anni, e presumibilmente ancora per un altro ventennio, e non, al posto loro, l'ottimo trio Solenghi-Marchesini-Lopez. Che, per fortuna, ricompare nella sua interezza ad oltre 17 anni dall'ultima volta insieme, e a circa 25 dalla sua nascita: prima serata del Sabato su Raiuno, con, prevedibile, ovvia orgia pubblicitaria stile Sanremo ( che, sottolineo, non ho visto manco di striscio, se non per l'avvento di Lebon e soci ). Il tridente è per altro l'unico motivo che mi tiene ancorato a casa in questo momento. Lopez, Solenghi e la Marchesini esordirono in radio nell'82 ( " Helzapoppin " su Radio2 ), e dall'85 cominciarono a comparire in televisione, fortunatamente con una certa frequenza ( " Domenica In ", " Fantastico ", fra gli altri ). All'89 risale forse la loro " opera artistica " meglio riuscita: una parodia dei " Promessi sposi " in 5 puntate, a mio modesto parere, qualitativamente superiore alla sommatoria dell'intera produzione fiction Rai dell'ultimo decennio. Intanto continuavano a riscuotere grande successo a teatro, ma, a metà '90 i tre, desiderosi di una carriera solista, decidono di prendere ognuno la propria strada, anche se Lopez e Solenghi continuarono a lavorare spesso insieme ( " Max e Tux ", i celebri spot Telecom ). Oggi, il 15 e il 22 Marzo, il Trio si riunisce nello show " Non esiste più la mezza stagione "...confido nella sanità mentale degli italiani tutti e mi auguro per loro un gran successone...che si posticipi la birretta del fine-settimana di un paio d'ore...
Ho appena imparato a mettere i filmatini...troppo scarso...cercherò di non abusarne...intanto beccatevi 'sto Super Mario live al Gordon College...

Sono trascorsi ormai 22 lunghissimi anni. In quell'anno nasceva con Gorbaciov la perestrojka, usciva nelle sale cinematografiche " Highlander - l'ultimo immortale " ( bello, bello, forse l'unica prova decente di Christopher Lambert ), esplode la centrale nucleare di Chernobyl, la Rai inizia a trasmettere ventiquattrore su ventiquattro, gli americani, come ogni anno, bombardano allegramente qua e la in giro per il mondo, vede la luce quel brocco di Gourcuff, l'Argentina vince il mondiale di calcio e....e la Seat, scaduto l'accordo con la Fiat, commercializza la gemella del pandino, la Marbella ( si legge Marbeglia eh!!!). La casa spagnola dovette giusto fare qualche piccola inevitabile modificuccia, ma tant'è, le due scatolette con le ruote, si equivalevano ( o equivalgono ), più o meno in tutto. All'epoca esisteva la mitologica lotta fra sostenitori degli Spandau Ballet e innamorati/e di Lebon e soci, ma anche ( e dura ancora oggi ) il profondo contrasto fra marbellisti puri e pandisti fedeli al marchio Fiat. I due macinini condividono la stessa orrenda estetica, l'identico peso-piuma ( se becchi un pò di vento laterale nelle extraurbane ti ritrovi un paio di fusi orari più in la ), e la classica vibrazione globale sopra i 70 orari ( tutta la roba del cruscotto in genere comincia a viaggiare allegramente per l'abitacolo, le lancette degli orologi impazziscono, le otturazioni esplodono...stile rapimento alieno...x-files docet ). Nonostante tutti gli aspetti negativi, la Marbella fa ancora oggi la sua porca figura in camporella: sedili totalmente ribaltabili e con un unico semplice gesto. E vallo a dire a quelli con la Smart...

Retro ritorna in edicola: il nuovo numero, sempre più ricco, vi farà viaggiare e sognare indietro nel tempo attraverso 100 pagine lunghe due mesi! Il numero di marzo e aprile dedica la cover-story a Ritorno al Futuro, uno dei più grandi successi cinematografici di sempre e un vero cult degli anni '80. Tra le tante curiosità su questo capolavoro della storia del cinema vi sveleremo come è nato veramente il film, chi ideò il design della DeLorean, cosa ha a che fare Ronald Reagan con la pellicola, oltre a due interviste esclusive a Teo Bellia e Sandro Acerbo, entrambi doppiatori di Michael J. Fox, e approfondimenti su Michael J. Fox e gli altri principali interpreti.
Yuppies - Carrellata di una categoria nata negli anni '80, ovvero gli Yuppies, giovani rampanti, ricchi ed amanti dello spendere (da Michael J. Fox ai nostrani Massimo Boldi, Jerry Calà ed Ezio Greggio).
Cicciolina- Ilona Staller ed il mondo hard degli anni '80 e '90: ritratto di una donna che ha fatto molto discutere, ma che è diventata un'icona non solo in Italia, ma anche all'estero.
Sylvester Stallone – Intervista all'attore sulla sua ultima fatica cinematografica come attore, sceneggiatore e regista di John Rambo.
Lady Oscar – Un viaggio all'interno di uno dei cartoni animati più amati: Lady Oscar. Racconto della vita dell'androgina Madamigella Oscar oramai diventata un cult.
Jocelyn – Intervista al presentatore ed inventore di tantissimi programmi tv degli ultimi 20 anni.
Gary Coleman/Arnold – Che fine hanno fatto i protagonisti di Arnold a 30 anni dall'esordio televisivo? Ripercorriamo insieme la loro carriera dopo il famoso telefilm...
Michael Jackson – Sono passati 25 anni dal debutto di Thriller, l'album più venduto di tutti i tempi: genesi di un fenomeno e leggenda di un mito che continua ad essere chiacchierato...
Toto Cutugno – Abbiamo incontrato per voi il cantautore italiano, che ci ha raccontato come vive il venticinquennale de L'italiano ed il suo ritorno al Festival di Sanremo.
Billy Hufsey – Intervista di Manuel De Peppe (Matt dei Bee Hive) all'interprete di Chris Donlon in Saranno Famosi.
Retro Giocattoli – Amarcord: tra i giochi a cristalli liquidi e la storia del rompicapo più famoso ancora oggi, il Cubo di Rubik.
E poi ancora tantissime news, curiosità e rubriche per chi c'era e per chi non c'era...

Il cubo di Rubik sta tornando di moda. Scrissi un post qualche tempo fa, quando gli unici esemplari ancora esistenti nel belpaese erano riposti tristemente in qualche scatola o scatoletta da qualche parte in cantina. Ron Van Bruchem ( olandese, lo vedete nella fotografia qui accanto )detiene il record mondiale di " completamento cubo di Rubik ": 9 secondi e 55 centesimi, non chiedete come faccia. Tra i '70 e gli '80 oltre 300 milioni di persone si cimentarono nella difficile arte di ruotare e ruotare il cubo fino allo sfinimento e spesso alle bestemmie. Oggi, il rompicapo per eccellenza, è tornato a popolare le vetrine dei negozi, a cifre esorbitanti ( intorno ai dieci euro ), è chiaro. I più oculati opteranno per la versione made in China, con due eurozzi, lo stroppiacervelli colorato è garantito. E ovviamente anche il cubaccio vanta decine e decine di concorsi sparsi per il globo, in nome della competizione sfrenata fra probabili perfetti idioti dotati per cose tipo yo-yo et similia che non hanno niente a che vedere con la realtà della vita ( scherzo dai ). Il 21 Giugno ci sarà la tappa italiana del tour mondiale, a Monza. Chiaramente esistono molteplici categorie di gara, dal " blindfolded " ( concorrente bendato ), al " one-handed " ( con una mano ), alla versione " with feet ", con i piedozzi. Su www.speedcubing.com potete seguire ogni sorta di appuntamento rubikiano in giro per il pianeta, da non mancare...

Ecco...questo è uno di quei bei giochi di una volta da far scendere qualche lacrimuccia. Quando ancora non avevamo i polpastrelli ormai resi callosi a furia di pigiare la durissima crocetta nera del pad Nes, quando ancora non spostavamo furiosamente la pupilla da un lato all'altro dello schermo per seguire sprite spesso monocromatici, quando ancora non avevamo bisogno della quotidiana dose di Mario o Sonic, ci si sdraiava pancia a terra per qualche oretta a muovere pedine, smezzare mazzi di carte e tirare dadi sperando usicsse un sei. E l " Isola di fuoco ", era uno di quei giochi di società da paura, che meritava davvero. Un tabellone interamente tridimensionale, delle pedine, un gioiello rosso, degli amuleti, dadi, carte e un dio vulcano...tutto quello che serviva per giochicchiare con il mito della MB. L " Isola di fuoco " ( " Fireball Island " o anche Vuurball Eiland " ), fu distribuito in Italia a metà degli '80 dalla MB Giochi, ed ancora oggi risulta essere uno dei giochi di società più rimpianti dagli appassionati. La meccanica di gioco era decisamente elementare: lancio del dado, spostamento, pescare carta, incrociare le dita al momento del lancio della palla infuocata dal monte divino. Come novelli Indiana Jones, si cercava di raggiungere la sommità del monte, in cui si trovava il tesoro ( una collana ) dell'isola: ad ostacolare l'arrampicata, appunto le palle infuocate, che partiendo dalla cima del monte, potevano seguire svariati percorsi e investire gli avventurieri. Ad aumentare la frustrazione dei partecipanti all'evento, la possibilità di fregare la collana a chi l'aveva per primo recuperata. Chi non ha mai avuto l'opportunità di giocarci e possiede qualche eurozzo di troppo, può trovare l " Isola di fuoco " su ebay...
La polizia lo cercava da tanto...ieri l'hanno arrestato...

Ecco come strappare un sorriso agrodolce! Nei cari vecchi anniottanta, ricordo che, se i più grandi, gli adulti, parlando di Chernobyl assumevano toni ovviamente cupi, noi ragazzetti si rideva sotto i baffi ( si, potevi pure farti in quattro dalle risate, ma in quel caso due-tre minelle paterne erano assicurate ). Il 26 aprile dell'86, in Ucraina ( allora facente parte dell'Unione Sovietica ), vicino Pripyat, avvenne infatti il più grave disastro nucleare di sempre, per altro " alle porte " del belpaese e con tutte le conseguenze del caso anche a migliaia di chilometri di distanza ( occhio alla spesa, non bere latte etc. ). Noi ragazzetti si rideva, non per un sentimento di insensibile crudeltà, ma perchè Chernobyl, per noi era Cerno Bill, il moccioso esplosivo degli Sgorbions, la figurina numero 76. Era molto meno orripilante degli altri ( Rina Catarrina ad esempio gli faceva un baffo ), ma, Cerno Bill aveva un decisamente malcelato gusto...ben poco politically correct...

Florence Griffith-Joyner nacque a Los Angeles nel 1959: famiglia povera, ma talento e fisicità disarmanti le assicurarono presto un futuro ben più felice e decoroso. Veloce ed agile quanto una gazzella, fece l'ingresso col botto nell'atletica che conta, nell'84, vincendo un argento nei 200 metri piani alle olimpiadi di Los Angeles. Nell'87, ai mondiali di Roma, fece parte della squadra che vinse l'oro nella staffetta 4X400, e si aggiudicò l'argento ancora nei 200. Gli anni successivi la vedono entrare di diritto nella leggenda: record mondiale nei 100 metri ( 10"49 ), 3 medaglie d'oro a Seoul ( tiranneggia in tutte le competizioni di velocità ), doppio record, sempre alle olimpiadi nei 200 ( prima in semifinale, poi in finale, fermando il cronometro sui 21"34 ). Purtroppo esce dal circuito ancora giovanissima, a soli 29 anni. Bella, velocissima, muscolare, unghie lunghissime ed affilate ( e coloratissime ), bruciante sopratutto nei primi metri. Nel '98 muore improvvisamente: si parlò sin da subito, data la giovane età, di legami con il doping, ormone della crescita, sostanze più o meno illecite ingerite in quantità negli anni d'oro. Pare si sia trattato invece soltanto di un forte attacco epilettico, una anomalia cerebrale che nulla ebbe a che vedere con la chimica. Chissà...